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	<title>Entroterra</title>
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	<description>periodico di cultura del territorio - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>I Microbirrifici e le birre artigianali d’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di importanti esempi di imprenditorialità rurale locale che devono essere valorizzati e promossi “Ci sono tantissimi imprenditori che, nonostante le tante difficoltà congiunturali, continuano a lavorare sul serio spesso contribuendo a trainare molte economie territoriali nostrane” In questi ultimi mesi le banche, le società di rating e le società finanziarie, con i loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/Visita-birrificio-web.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4615" title="Visita-birrificio-web" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/Visita-birrificio-web-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Si tratta di importanti esempi di imprenditorialità rurale locale che devono essere valorizzati e promossi</p>
<p><em>“Ci sono tantissimi imprenditori che, nonostante le tante difficoltà congiunturali, continuano a lavorare sul serio spesso contribuendo a trainare molte economie territoriali nostrane”</em></p>
<p>In questi ultimi mesi le banche, le società di rating e le società finanziarie, con i loro manager e professionisti in “giacca e cravatta”, hanno pressoché monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media. Certamente questi signori non hanno fatto e continuano a non fare una bella figura dato che la loro  unica occupazione sembra quella di creare ricchezze fittizie che in poche ore vengono bruciate nel nulla con pesanti ripercussioni sull’economia reale e su tutti noi. Ma che fine ha fatto l’economia reale? In effetti se ne è parlato molto poco e quel poco di cui se ne è parlato ha riguardato la grandi imprese alla prese con guai veramente molto seri. E le piccole imprese? E le tante realtà produttive che connotano le economie rurali dei nostri territori? Mentre i manager continuano ad alambiccarsi con le loro formule fasulle di alchimia finanziaria degne dell’estro di una J. K. Rowling (l’autrice di Harry Potter per chi non lo sapesse), ci sono tantissimi imprenditori che, nonostante le tante difficoltà congiunturali, continuano a lavorare sul serio spesso contribuendo a trainare molte economie territoriali nostrane. In queste attività locali si possono nascondere le potenzialità di una ripresa complessiva dell’economia nazionale con la creazione di circuiti produttivi virtuosi capaci di creare sviluppo e lavoro soprattutto per i giovani. Ci sono molti esempi positivi di queste manifestazioni locali di imprenditorialità e di lavoro utile e credo che sia importante dare loro un po’ di spazio anche perché possono fungere da buon esempio del “saper fare” delle nostre economie rurali. E’ questo il caso ad esempio dei microbirrifici italiani, piccole realtà produttive dedicate alla produzione di birra artigianale. E’ vero che l’Italia è la terra del vino, ma la birra è una bevanda altrettanto antica che ha la sua tradizione, non solo nei paesi del Nord Europa, ma anche in Italia. Su queste basi si è sviluppato recentemente un interessante tessuto produttivo composto da più di 350 microbirrifici sparsi sul tutto il territorio nazionale. Molto spesso questi artigiani della birra sono la materializzazione della stessa filosofia che ispira molti altri artigiani rurali del cibo ovvero produttori locali di salumi, formaggi, miele, vino, pastai, ecc… Insomma esaltando vocazioni e materie prime locali riescono a diventare un’espressione viva e autentica dell’economia territoriale. Grazie alla stessa passione è stato infatti possibile coltivare una cultura della birra che da un lato ha visto nascere la ricerca dell’abbinamento fra birre artigianali e piatti della cucina locale e dall’altro il progressivo sviluppo di forme di turismo legate alla birra: in questo caso, grazie alla collaborazione fra microbirrifici che impiegano ingredienti autoctoni e amministrazioni locali, si assiste oggi alla proliferazione di eventi che, tramite il volano della birra artigianale, riescono a promuovere validamente culture, produzioni e tradizioni locali nel loro complesso. Il settore delle birre artigianali e dei microbirrifici è un settore giovane anche perché composto proprio da giovani e dotato di una forte propensione ai giovani. Anche questo spiega la grande dinamicità e la forte inclinazione alla sperimentazione che hanno molte di queste imprese. Molto spesso infatti i microbirrifici mettono realmente in pratica la filosofia del “chilometro zero”: ed ecco che troviamo, nelle zone vocate, birrerie artigiane che producono birre alla castagne oppure al farro nel Centro-Italia oppure ancora con l’utilizzo di varietà di frutta locale magari certificate da origine controllata o protetta e spesso facenti parte di un presidio Slow Food.</p>
<p>Certamente, dato che si tratta di imprese di piccole dimensioni, i microbirrifici devono fare i conti con alcune problematicità legate prima di tutto ai costi, causati anche dalla notevole qualità del prodotto finito e alle difficoltà di commercializzazione e visibilità: tutto questo contribuisce a spiegare anche il prezzo maggiore di una birra artigianale rispetto a quella industriale. Ciò si innesta sulla sfavorevole congiuntura economica che causa una riduzione sensibile nei consumi. Insomma si tratta di un settore che oggi presenta condizioni marcate di fragilità. Per questo quindi le amministrazioni locali devono essere particolarmente sensibili nei confronti di questo settore che deve essere valorizzato proprio per le sue capacità intrinseche di creare ricchezza e occupazione a livello locale.</p>
<p>Per sapere di più su questo settore si possono consultare alcune guide come ad esempio quella di Slow Food (“Guida alle Birre D’Italia”) oppure l’Annuario Infobirra d’Italia 2011-2012. Esistono molte associazioni di produttori reperibili in rete dove è possibile avere molte informazioni. Segnalo inoltre questa pagina web: <a href="http://www.mondobirra.org/birrificio.htm">http://www.mondobirra.org/birrificio.htm</a>. Qui è possibile avere delle prime informazioni su come aprire ed avviare un birrificio.</p>
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		<title>&#8220;Falanghina spumante Brut&#8221;,  dall&#8217;eccellenza in poi&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi l&#8217;ha detto che gli spumanti sono una prerogativa delle regioni settentrionali della penisola italica? Se c&#8217;è una cosa che stupisce del Bel Paese è proprio il fatto che le eccellenze enogastronomiche sono una costante presenza che è possibile ritrovare in qualsiasi angolo dello stivale. Ogni territorio diventa viatico di un perfetto connubio tra storia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/logo_feudi_sanniti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4607" title="logo_feudi_sanniti" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/logo_feudi_sanniti.jpg" alt="" width="165" height="177" /></a></p>
<p>Chi l&#8217;ha detto che gli spumanti sono una prerogativa delle regioni settentrionali della penisola italica? Se c&#8217;è una cosa che stupisce del Bel Paese è proprio il fatto che le eccellenze enogastronomiche sono una costante presenza che è possibile ritrovare in qualsiasi angolo dello stivale. Ogni territorio diventa viatico di un perfetto connubio tra storia, cultura e miti che poi si estrinsecano e si propagano attraverso prodotti straordinari in grado di trasmettere emozioni sensoriali in tempi, spazi e luoghi distanti dalle loro origini. E&#8217; sicuramente il caso del Sannio, terra magica, dove è possibile ritrovare un territorio di grande vocazione vitivinicola oltre alla maestria di una tradizione ben radicata.</p>
<p><strong><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/Spumante_Falanghina1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4612" title="Spumante_Falanghina" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/02/Spumante_Falanghina1-84x300.jpg" alt="" width="84" height="300" /></a>Feudi Sanniti</strong> (<a href="http://www.feudisanniti.it/">www.feudisanniti.it</a>) rappresenta sicuramente una delle aziende che ha saputo esprimere meglio la tradizione di quei luoghi, collocati tra il Monte Taburno ed il Fiume Calore, intrisi di atmosfere suggestive e sacralità. Gli stessi luoghi che hanno forgiato gladiatori come Lucilio, in epoca romana, così come Manfredi di Svevia, in epoca medioevale. Una tradizione, quella del vino, che gli uomini e le donne di <strong>Feudi</strong> <strong>Sanniti</strong> hanno saputo raccogliere, riproducendo i cloni dei vitigni antichi e rirpoponendoli ai palati dei giorni nostri. Solo una ricca e antica esperienza ha permesso agli attuali capitani d&#8217;azienda di proporre la &#8220;<strong>Falanghina Spumante Brut</strong>&#8220;, uno  spumante realizzato con uve falanghine del Taburno. Un prodotto di successo in Italia ma che riscuote sempre più l&#8217;approvazione del mercato statunitense. Lo spumante, assieme al magnum &#8220;<strong>Aglianico Taburno</strong>&#8221; annata 2006 da 1,5 LT, rappresentano vini di altissima qualità apprezzati per la loro capacità di venire incontro alle moderne esigenze di gusto, ma anche per accompagnare momenti di convivialità capaci di rendere alcuni momenti unici ed irripetibili. Si tratta di vini molto versatili per via dello loro intensa struttura che vanno ad arricchire la vasta produzione che ha caratterizzato negli ultimi anni le regioni meridionali d&#8217;Italia. Che altro dire: Prosit!</p>
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		<title>Latte Nobile un nuovo modello di sviluppo per la montagna ed una opportunità per i consumatori</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entroterra Prima]]></category>

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		<description><![CDATA[  16 Gennaio 2012 ore 10.30 Sala Conferenze Camera Commercio Piazza 4 Novembre,1 Benevento In Europa sono centinaia i prodotti a marchio DOP. Tutti, più o meno, si contraddistinguono per una specificità e una qualità, derivante dal forte legame con il territorio. L’unico prodotto escluso da questa lista è il latte, l’alimento base della dieta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div><span style="font-size: x-small;"><strong>16 Gennaio 2012 ore 10.30<br />
Sala Conferenze Camera Commercio Piazza 4 Novembre,1 Benevento</strong></span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">In Europa sono centinaia i prodotti a marchio DOP. Tutti, più o meno, si contraddistinguono per una specificità e una qualità, derivante dal forte legame con il territorio. L’unico prodotto escluso da questa lista è il latte, l’alimento base della dieta giornaliera. Perché? Non ha forse un legame con il territorio? La qualità è simile in tutto il mondo, come il petrolio ed il mais? E’ vero che ormai, sul mercato mondiale, il latte è considerato e scambiato come una commodity, ma sappiamo anche che il legame con il territorio esiste, non foss’altro perché l’Italia non è una sconfinata pianura e perché i sistemi di allevamento, per fortuna, sono ancora diversi da zona a zona. Di qui la proposta di una latte diverso, fortemente legato al territorio e prodotto in base ad un rigoroso disciplinare: il LATTE NOBILE. Questo nuovo modello di sviluppo nasce sulle colline dell’Alto Sannio e, in questa giornata, vogliamo offrire i primi risultati di una ricerca che vede coinvolti tutti i protagonisti della filiera: gli allevatori, l’imbottigliatore, i consumatori.<br />
Obiettivo finale è quello di offrire alle aree interne ed alla montagna un modello di sviluppo sostenibile e trasferibile.<br />
Programma<br />
Gennarino Masiello Presidente Camera Commercio<br />
Francesco Massaro Coordinatore Area Assessorato Agricoltura Regione Campania<br />
Mariella Passari Dirigente Sirca<br />
Roberto Rubino: La diversità come risorsa Stefania Laterra: la qualità nutrizionale del Latte Nobile<br />
Nino Pascale: il Latte Nobile: primo presidio Slow Food<br />
Gioacchino Maione: la scelta del Mercato<br />
Giuseppina Bozzuto: le aspettative degli Allevatori<br />
Mario Salzarulo: anche l’Alta Irpinia Vuole Produrre Latte Nobile<br />
Giovanni Spampanato: in Sicilia qualcuno ci crede</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Il Progetto LATTE NOBILE:<br />
</span></span></div>
<p><span style="font-size: x-small;"></p>
<div><span style="font-size: x-small;">A differenza di quanto accade per gli altri alimenti, il consumatore è portato, in genere, a considerare il latte come un prodotto ormai standardizzato, anche se così non è. Se si andasse a vedere stalla per stalla si scoprirebbe, in effetti, che da ognuna di esse nasce un latte a sé, con il proprio gusto e la propria identità, derivanti da precise condizioni e scelte zootecniche, agronomiche e imprenditoriali.Partendo da queste premesse, un gruppo di piccoli allevatori delle Colline dell’Alto Sannio , con una media di appena quindici capi in lattazione ciascuno ed ampie superfici agricole destinate ad erba e fieno, ha di recente deciso di svincolarsi dal progressivo deprezzamento del latte (che di questi tempi è pagato tra gli 0,40 e gli 0,30 Euro al litro) avviando la commercializzazione del proprio prodotto con il marchio &#8220;Latte Nobile dell’Appennino Campano&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">A credere in questo progetto, e a sostenerlo fortemente, sono stati l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e l’ANFoSC (Associazione Nazionale Formaggi sotto il Cielo) di Potenza, che ha fornito la consulenza tecnica. Grazie al supporto di queste due realtà, gli allevatori si sono riuniti nell’Associazione Latte Nobile dell’Appennino Campano, «nata», ci tengono a precisare gli interessati, «per offrire il giusto merito a un prodotto che non teme confronti in quanto a valori nutrizionali, salubrità e gusto».</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Come per i migliori vini o per i più celebrati prodotti tipici, anche per il latte si può parlare quindi di terreni vocati (alla produzione di foraggi e al pascolo), di vera e propria cultura (zootecnica e lattiera) locale, e di eccellenza, laddove tutte le componenti del &#8220;prodotto latte&#8221; si esprimono ai massimi livelli, dall’alimentazione delle bovine, totalmente del territorio (un territorio ancora integro) alla ricchezza minerale del suolo, a una zootecnia d’altri tempi, basata sul rispetto per l’animale e sulle &#8220;basse rese&#8221;. </span></div>
<p><span style="font-size: x-small;">UN LATTE &#8220;RIVOLUZIONARIO&#8221;<br />
Ne scaturisce un prodotto caratterizzato dalla naturale e rilevante presenza di acidi grassi &#8220;buoni&#8221; Omega- 3 e CLA (acido linoleico coniugato) e di antiossidanti, beta- carotene e vitamina E, in proporzioni ben superiori a quelle di un latte comune, e che, non essendo &#8220;aggiunti&#8221; a posteriori, hanno un’efficacia massima sulla salute del consumatore, senza tra l’altro comportare costi aggiuntivi. A questi straordinari requisiti, è ovvio si aggiungono tutti quei fattori</p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">–</span></span><span style="font-size: x-small;">imprescindibili certo </span><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">–</span></span><span style="font-size: x-small;">che l’industria ci ha insegnato ad apprezzare ma che non sono gli unici a dover essere tenuti in considerazione: dall’igiene in stalla e nel confezionamento, alla logistica distributiva, al valore proteico, alla percentuale di grassi presenti nel prodotto.</span><a href="http://www.entroterra.org/wp-admin/www.lattenobile.it"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;">www.lattenobile.it</span></span></span></a></p>
<p></span> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una buona potatura fa un’ottima vigna ed un eccellente vino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 21:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Castelvenere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ciclo vegetativo della vite è preceduto dalla potatura. E’ il momento più importante perché da esso dipende la vegetazione, la durata della pianta, la produzione dell’anno in corso e dei successivi. Si esegue durante i mesi invernali, dopo la caduta delle foglie, quando la pianta a causa delle prime gelate, perde le foglie ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/VENDITTI_POTATURA_INVERNALE_20121.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4594" title="VENDITTI_POTATURA_INVERNALE_2012" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/VENDITTI_POTATURA_INVERNALE_20121-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Il ciclo vegetativo della vite è preceduto dalla potatura. E’ il momento più importante perché da esso dipende la vegetazione, la durata della pianta, la produzione dell’anno in corso e dei successivi.<br />
Si esegue durante i mesi invernali, dopo la caduta delle foglie, quando la pianta a causa delle prime gelate, perde le foglie ed entra nella fase di riposo detta quiescenza o dormienza.<br />
<strong>Domenica 29 gennaio</strong> un gruppo di potatori, si ritroveranno presso l’<strong>Antica Masseria Venditti</strong> per la potatura del <strong>Vigneto Didattico</strong>. Dopo una breve lezione sulle nozioni principi fondamentali della potatura tenuta direttamente dal titolare-enologo-produttore Nicola Venditti, il gruppo procederà direttamente alla potatura del Vigneto Didattico, già protagonista di 5 vendemmie notturne<strong> “Raccolta e racconti di vino notturno”.</strong><br />
I potatori saranno seguiti da alcuni collaboratori aziendali che sorveglieranno le delicate operazioni. Verranno impiegate forbici manuali affidate ad ogni partecipante.<br />
Si interverrà su un vigneto giovane, impiantato nel 2005, allevato con sistema di coltivazione a cortina pendente e coltivato con il metodo dell’agricoltura biologica Reg. CEE 834/07.<br />
L&#8217;attenzione sarà rivolta ad ogni pianta con cura, vista la giovane età del vigneto per cui la neo-formazione del legno è più vulnerabile e delicata. Gli interventi di potatura saranno diversi in correlazione alla presenza delle venti varietà che hanno esigenze  e comportamenti differenti che richiederanno maggiore attenzione da parte del potatore.<br />
I sarmenti in seguito saranno trinciati tra i filari per contribuire alla concimazione organica della vigna.<br />
E, in attesa della prossima vendemmia che sarà sicuramente un’ottima annata, i lavoranti brinderanno con i vini doc biologici di Venditti delle precedenti raccolte, <strong>Marraioli aglianico 2008, Vàndari falanghina 2010, Barbetta 2009, Bacalàt 2010, Bosco Caldaia 2007</strong>, &#8230; prosit!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iª STAGIONE DI BALLETTO GENNAIO – MAGGIO 2012 TEATRO MASSIMO DI BENEVENTO</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Notiziari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La Benevento Danza di Paola Di Tello presenta la prima Stagione di Balletto pro Unicef in scena al Teatro Massimo di Benevento a partire dal 10 gennaio fino al 25 maggio 2012. Nella prima serata inaugurale del 10 gennaio, in replica l’11 gennaio, verrà proposta dal Balletto del Sud “La Bella Addormentata”, balletto in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/locandina_bella_benevento.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4589" title="locandina_bella_benevento" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/locandina_bella_benevento.gif" alt="" width="420" height="600" /></a>La Benevento Danza di Paola Di Tello presenta la prima Stagione di Balletto pro Unicef in scena al Teatro Massimo di Benevento a partire dal 10 gennaio fino al 25 maggio 2012. Nella prima serata inaugurale del 10 gennaio, <span id="more-4588"></span>in replica l’11 gennaio, verrà proposta dal Balletto del Sud “La Bella Addormentata”, balletto in un prologo e tre atti, tratto dalla famosa fiaba di Gian Battista Basile e Charles Perrault con le musiche di Pëtr Il&#8217;ič Čajkovskij, le coreografie di Fredy Franzutti e con la partecipazione straordinaria di Lindsay Kemp, nel ruolo della fata Carabosse. Lo spettacolo è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La compagnia leccese del Balletto del Sud è non solo attualmente una delle più eccellenti esperienze italiane in questo campo, ma è stata definita anche migliore di quasi tutti i prodotti simili che importiamo dall’est; una realtà instancabile oltre che realmente stabile, che come tale riesce sempre a riempire i teatri. Merito anche del suo coreografo Fredy Franzutti, uno dei coreografi più apprezzati nel panorama nazionale, che con peculiare lavoro, in maniera del tutto personale e contemporanea, rielabora modi narrativi e costruisce spettacoli che lasciano il segno. Frenzutti collabora con Carla Fracci, Lindsay Kemp e crea coreografie per numerosissime ètoile internazionali e balletti per il Teatro &#8220;Bolscioj&#8221; di Mosca, per il Teatro dell&#8217;Opera di Roma, per il Teatro dell&#8217;Opera di Sophia, per l&#8217;Opera di Montecarlo, per l&#8217;Opera di Bilbao, per il Teatro &#8220;V. Bellini&#8221; di Catania, e per diversi eventi di Rai Uno ,come le danze del Concerto di Capodanno 2004 diretto da Lorin Maazel, trasmesso da Venezia in eurovisione. E preziosa è certamente la presenza dello straordinario Lindsay Kemp, coreografo, ballerino, mimo, attore e regista britannico, del quale si è detto : “Una delle cose che lo rende così straordinario (cioè fuori dall’ordinario) e l’impossibilita di trovare un concetto che descrive uno stile cosi personale, cosi riassuntivo di tanti stili, che è teatro e danza e mimo tutti insieme ma non è nessuna di queste cose. Kemp ci incanta mentre racconta le sue storie ed emozioni attraverso il corpo. C’e qualcosa di magico nella sua capacita di fare sognare, di trasformarsi rimanendo sempre se stesso, di manipolare il nostro senso del tempo e della realta, di tirare i fili della tensione e l’attenzione oltre l’immaginabile, di essere immobile trasmettendo un’energia che sembra senza limiti. È una danza dove i gesti di tutti i giorni sono stilizzati, fraseggiati per creare forme e ritmi che hanno una perfezione misteriosa. Un abbandono puro alla musica. Quel che è certo è che Lindsay Kemp ha un modo di raccontare e di danzare il suo racconto che è unico nel mondo e ci offre una possibilità unica di godere del linguaggio trasparente e misterioso dei suoi sogni&#8230; e di sognarli con lui”. Il percorso della Stagione di Balletto 2012 prevede altri due prestigiosi titoli proposti dalla compagnia del Balletto del Sud: Shéhérazade e le mille e una notte, suite sinfonica composta da Nikolai Rimsky-Korsakov, con Luciana Savignano, e Le Quattro Stagioni, con musiche di Antonio Vivaldi e John Cage. Chiuderà la stagione il Gran Galà che vedrà ospiti, tra gli altri, i primi ballerini dell’Opera di Sofia. E allora, se è vero che «<em>n</em><em>ella programmazione e non nell’evento c’è la costruzione del rapporto tra cultura, </em><em>espressione artistica, fruizione metodica, formazione, confronto, crescita e, non ultimi, turismo visibilità, dignità, in attesa della primavera della cultura, del rinasc</em><em>imento dell’arte, vi aspettiamo</em>.» (<em>Fredy Franzutti</em>). Per info, prenotazioni e prevendita: info@beneventodanza.it; tel: 328.9621647 &#8211; 331.9349673</p>
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		<title>Napoli: scoppia &#8220;Mani Pulite&#8221;!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 16:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Dopo il blitz di ieri del presidente della commissione ambiente Carmine Attanasio stamani è stato ripulito il tratto iniziale dell&#8217;asse viario Arenella &#8211; Soccavo che da mesi era invaso da tonnellate di rifiuti di ogni genere. Le &#8220;mani pulite&#8221; dei consiglieri Carmine Attanasio, Carmine Schiano e Francesco Vernetti, assieme a quelle degli agenti della [...]]]></description>
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<p>Dopo il blitz di ieri del presidente della commissione ambiente <strong>Carmine Attanasio</strong> stamani è stato ripulito il tratto iniziale dell&#8217;asse viario Arenella &#8211; Soccavo che da mesi era invaso da tonnellate di rifiuti di ogni genere. Le &#8220;mani pulite&#8221; dei consiglieri <strong>Carmine Attanasio</strong>, <strong>Carmine Schiano</strong> e <strong>Francesco Vernetti</strong>, assieme a quelle degli agenti della polizia ambientale guidate dal tenente <strong>Colimoro</strong>, hanno aperto i sacchetti depositati nell&#8217;area alla ricerca di tracce che portassero ai responsabili dello sconcio che si verifica in quell&#8217;area. Dall&#8217;apertura è emerso che alcuni sacchetti provenivano dall&#8217;Università di Napoli e che addirittura, oltre a fascicoli, chiavi d&#8217;armadio e rifiuti di ogni genere, erano stati depositati anche centinaia di fogli di carta con bollo dell&#8217;università non utilizzati che sicuramente potevano servire e che in ultima analisi dovevano comunque andare nella raccolta differenziata della carta e non gettati nel tal quale. A questo proposito tutto questo materiale è stato sequestrato dalla polizia ambientale che espleterà le dovute indagini per risalire ai responsabili degli sversamenti al fine dell&#8217;irrogazione delle sanzioni amministrative previste. L&#8217;operazione coordinata dai responsabili Asia è cominciata alle 8.00 di stamani ed è proseguita fino alle ore 12.00 e durante le stessa i consiglieri comunali Attanasio,  Luongo, Schiano e Vernetti hanno regalato e sistemato sulla piazzola di sosta una telecamera di videosorveglianza e due cartelli che segnalano il divieto e la presenza della stessa. Si è convenuto poi di far effettuare, con auto civetta della polizia ambientale, costanti appostamenti in tutta l&#8217;area. Infine Carmine Attanasio ha ribadito ai numerosi organi di stampa presenti stamani che è più che mai necessario convocare un&#8217;immediata conferenza dei servizi per chiedere alla tangenziale di Napoli di farsi carico della pulizia di tutti gli assi viari della città compresi quelli d&#8217;ingresso alla stessa. &#8220;Non è possibile che questa società, a fronte d&#8217;incassi giornalieri di 500 milioni delle vecchie lire, non dia una mano al Comune e ai cittadini napoletani a tenere pulita la città considerato che ha uomini, mezzi e risorse economiche per farlo&#8221;. Durante l&#8217;operazione di bonifica sono poi arrivati anche il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e il neo-presidente di Asia Raffaele Del Giudice che hanno espresso il proprio compiacimento per l&#8217;operazione effettuata.</p>
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		<title>Workshop sull’olio e prodotti tipici: arriva il paniere del fortore</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Entroterra Prima]]></category>
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		<description><![CDATA[ Interessante e coinvolgente il workshop che si è sviluppato In occasione del convengo organizzato a Sant’Elia a Pianisi sulle tematiche dell’olio e della sua produzione. Un pubblico attento e interessato ha interagito con i relatori, attraverso domande e riflessioni sugli argomenti proposti nel corso dell’incontro. “Olio …e non solo. Il valore dell’autenticità anche nei cibi” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Interessante e coinvolgente il workshop che si è sviluppato In occasione del convengo organizzato a Sant’Elia a Pianisi sulle tematiche dell’olio e della sua produzione. Un pubblico attento e interessato ha interagito con i relatori, attraverso domande e riflessioni sugli argomenti proposti nel corso dell’incontro. “Olio …e non solo. <span id="more-4572"></span>Il valore dell’autenticità anche nei cibi” ha rappresentato un forum di discussione e di scambio di vedute anche su questioni economiche di grande attualità, con uno sguardo rivolto anche alle risposte che si attendono dalla politica. Gratificante il risultato per gli organizzatori della Pro loco e dell’associazione Società e Territorio che hanno riunito intorno ad un tavolo esperti del settore e rappresentanti istituzionali le cui opinioni si sono intrecciate ma anche a tratti scontrate. Sottolineato l’intento di creare un paniere per il Fortore che venga portato oltre i confini regionali per valorizzare la vetrina di prodotti del territorio. In questa direzione per l’agronomo Roberto Socci riveste un ruolo prioritario un progetto di aggregazione, che si attua superando i vari impedimenti materiali e sociali; essenziale anche nell’ambito della produzione dell’olio, la salvaguardia del territorio e delle sue peculiarità, elementi che lo rendono unico e particolare; territorio che può essere venduto ma non svenduto. Un primo piano sulla competitività, secondo l’imprenditore Leonardo Colavita, rappresenta il tassello che consente di accedere al mercato di oggi con prodotti concorrenziali. Riferimenti anche al percorso intrapreso negli anni dall’azienda Colavita e che l’ha resa importatrice in numerosi Paesi del mondo. Un richiamo ai sistemi dell’agricoltura biologica che per il presidente regionale dell’AIAB ( Associazione italiana agricoltura biologica), Paolo di Luzio, deve essere intensificata per difendere la salute dei cittadini e per salvaguardare il territorio sul quale viviamo. In linea con l’idea di creare un paniere di prodotti dell’area fortorina, Dante Rosati dell’Arsiam, in rappresentanza dell’assessore Fusco Perrella, assente per motivi istituzionali, ha rimarcato che il concetto di nuovo prodotto commerciale è associato essenzialmente ad una innovazione della dimensione strategica (format, posizionamento/immagine). Apprezzamenti per l’iniziativa, che è proseguita nel palazzetto dello Sport con la visita agli stands degli operatori dell’area, sono arrivati dall’assessore alle Attività Produttive, Michele Scasserra che ha dimostrato vivo interesse per la realizzazione di un progetto sinergico di rivalutazione del territorio. Aperto alla più ampia collaborazione anche l’assessore alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano, al fine di vedere concretizzate future prospettive di crescita del territorio. Vitagliano si è inoltre soffermato sulla serie di ingenti finanziamenti erogati dalla Regione Molise in passato nell’ambito dell’agricoltura e delle attività produttive e che non hanno purtroppo segnato una svolta incisiva in termini di risultati economici, come previsto. <strong>PROPRIETA’ NUTRITIVE E TERAPEUTICHE DELL’OLIO EXTRAVERGINE </strong>Sulle proprietà nutrizionali dell’olio di oliva ha relazionato Nicola Listorti, esperto del settore e sommelier. L’olio di oliva, alimento principe della dieta mediterranea, è il condimento da preferire in assoluto sia crudo, sia per cucinare. Il suo elevato punto di fumo (210 °C per l’olio extravergine di oliva) ne fa uno dei condimenti più adatti per le fritture. L’olio di oliva ha tuttavia un altissimo valore energetico (899 Kcal per 100 grammi) e per tal motivo, nonostante le sue benefiche proprietà, è bene non abusarne. In particolare, specie in caso di obesità e sovrappeso, si consiglia di dosarlo con un cucchiaio o con un cucchiaino, rispettando le dosi previste dal programma alimentare. L’olio di oliva è particolarmente ricco di grassi monoinsaturi ed in particolare di acido oleico. Grazie a questa sua particolare composizione in acidi grassi, è uno dei condimenti migliori per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. L’acido oleico, infatti, riduce i livelli di colesterolo-LDL senza intaccare la percentuale di colesterolo-HDL. Questo acido grasso, pur non essendo essenziale, è quindi molto importante per il nostro benessere. L’acido oleico si trova in numerosi condimenti di origine vegetale ed in particolar modo nell’olio di oliva che, anche per que-sto motivo, rappresenta uno dei migliori condimenti da utilizzare in cucina. L’olio di oliva è prevalentemente usato come alimento, ma anche in terapia per le proprietà lassative e colecistocinetiche, come epatoprotettore, contro l’ulcera gastrica e come emolliente locale. Il decotto di foglie e corteccia viene utilizzato per combattere reumatismi, febbre, gotta, ipertensione arteriosa, emorroidi e per disinfettare piaghe e ferite. In farmacia entra a far parte di linimenti, pomate e unguenti. In campo cosmetico, l’olio di oliva serve per fare saponi, dove si utilizza l’ultimo prodotto della torchiatura. Gli esteri contenuti nell’olio di oliva trattati con soda caustica o carbonati, saponificano scindendosi in glicerina e sali alcalini degli acidi grassi, cioè saponi. Il puro sapone di Marsiglia dovrebbe infatti essere un sapone di soda. I noccioli delle olive sono un ottimo combustibile, economico e soprattutto ecologico, dato che la quantità di CO2 emessa durante la combustione è la stessa rilasciata durante la decomposizione naturale. I noccioli rappresentano quindi un’importante risorsa energetica per i Paesi produttrici ed esportatori di olio di oliva. A Madrid lo sfruttamento di questa fonte energetica è già iniziato e fornisce tuttora calore ed acqua calda a diverse abitazioni.</p>
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		<title>L&#8217;agricoltura contribuisce alla manovra Salva Italia per un miliardo di euro</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[A serio rischio il sistema agricolo. Per una stalla si andranno a pagare 500 euro. Redditi agrituristici -15% Dopo una fase di silenzio, quasi tutte le organizzazioni agricole cominciano a fare i conti con i il decreto Salva Italia. Evidentemente, Monti, già insensibile ai temi agricoli, ha interpretato questo silenzio come un segno di debolezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/Orlando-Vella2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4567" title="Orlando Vella" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2012/01/Orlando-Vella2-284x300.jpg" alt="" width="284" height="300" /></a></p>
<p><strong>A serio rischio il sistema agricolo. Per una stalla si andranno a pagare 500 euro. Redditi agrituristici -15%</strong></p>
<p>Dopo una fase di silenzio, quasi tutte le organizzazioni agricole cominciano a fare i conti con i il decreto Salva Italia.<br />
Evidentemente, Monti, già insensibile ai temi agricoli, ha interpretato questo silenzio come un segno di debolezza e, al contrario di quanto accaduto per farmacie e tassisti, non ha cambiato l&#8217;impianto della manovra a carico dell&#8217;agricoltura. <strong>Oltre alle accise per l’aumento del prezzo del  carburante e alle aliquote previdenziali, è soprattutto l&#8217;IMU a spaventare le organizzazioni.</strong></p>
<p>“Questa è una pura operazione per far cassa, senza dare il minimo contributo allo sviluppo di un sistema che già viveva una grave situazione di difficoltà”. “La manovra – spiega il <strong>presidente di Confagricoltura, Mario Guidi</strong> – brucia il 10 per cento del valore aggiunto prodotto in agricoltura e da una indagine del nostro Centro studi sui dati del censimento Istat emerge che oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari di superficie rischiano di chiudere”.</p>
<p>Secondo le stime di <strong>Agriturist</strong>, la manovra Monti, attraverso la tassazione degli edifici rurali, taglierà il 15 per cento dei redditi dell&#8217;agriturismo pesando, in media, per 1.650 euro su ogni azienda. Se a questo aggiungiamo quanto dovuto per le abitazioni degli imprenditori e degli addetti, i punti vendita, le stalle, i magazzini e le rimesse, è chiaro che la tassazione delle aziende agricole raggiunge livelli insostenibili e addirittura paradossali. Sarebbe come chiedere a un lavoratore dipendente che guadagna 30 mila euro l&#8217;anno di pagare 4500 euro di tasse. D&#8217;altra parte l&#8217;agriturismo rappresenta, per le 20 mila aziende che hanno deciso di investire nel settore, un sostegno economico indispensabile alla sopravvivenza dell&#8217;attività agricola, soprattutto nelle zone collinari e montane dove fare agricoltura è più difficile.</p>
<p>“La manovra -ha detto <strong>il presidente della Cia Politi</strong>- riserva amare sorprese per le imprese agricole. Il maxi-emendamento ha addirittura aggravato il già pesante fardello per gli agricoltori. Le misure per i fabbricati rurali avranno riflessi devastanti. C’è il fondato pericolo di un lungo e tormentato contenzioso con i comuni sull’IMU. I produttori potrebbero essere costretti a pagare imposte a cifre insostenibili. Il che metterebbe praticamente fuori mercato tantissime aziende”.</p>
<p>“E’ il senso di responsabilità e il bene che vogliamo a questo Paese che ci ha portato a non manifestare in piazza di fronte alle iniquità che questa manovra riserva al settore agricolo”. E’ quanto ha affermato il presidente della <strong>Coldiretti</strong> Sergio Marini. “L’emendamento che prevede la differenziazione sostanziale del trattamento fiscale di chi il terreno lo usa per vivere e lavorare rappresenta un primo segnale positivo. Questo principio dovrà però essere esteso e rafforzato nei numeri. E’ evidente che finita “l’emergenza manovra” dovremmo aprire un serrato confronto con il Parlamento e il Governo per riaffermare il ruolo strategico di un settore determinante dell’economia reale, una leva competitiva formidabile per il Made in Italy nel mondo”.</p>
<p>Lapidale, infine è stato <strong>Furio Venarucci Presidente di ANPA</strong> (Associazione Nazionale Produttori Agricoli) affermando che l’agricoltura doveva entrare prepotentemente nella manovra Salva Italia ma nella parte relativa allo sviluppo e invece i “professori” hanno commesso il grave errore di inserirla solo nella parte dedicata alle tasse. “Oltre alle accise sui carburanti, ai bolli sugli estratti conto e a tutti quei balzelli che colpiranno tutti e quindi anche gli agricoltori abbiamo avuto anche noi la nostra parte di gloria”- ha commentato Venaruccio.<br />
“Hanno aumentato i contributi previdenziali a soggetti che, sempre con maggiore difficoltà, riescono a pagare quelli previsti. E a che scopo? Ormai scatta il contributivo. Ciò significa meno contributi e meno pensione. Ma nessuno ha pensato di farsi una domanda semplice: ma se si sono dovuti fare condoni previdenziali numerosi e sempre più ampi, se un agricoltore si fa perseguitare da Equitalia perché non paga l’INPS ci sarà un motivo? Magari non paga perché non ha i soldi?<br />
Poi hanno messo la parola fine sulla agricoltura e questa parola si chiama IMU. Pagheremo tasse su stalle vuote perché la crisi già le aveva colpite, pagheremo su terreni che rendono meno di niente, pagheremo sulle stanze di agriturismi che resteranno vuote perché con la recessione, che porterà questa manovra, nessuno girerà più per le nostre aziende, pagheremo sugli strumenti di lavoro che qualche “testone” ancora spera di mettere a reddito”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Italia dei Valori</strong> in Parlamento è scesa in campo “dalla parte degli agricoltori” e il 16 Dicembre 2011 in sede di discussione del decreto-legge n. 201/11 ha presentato un ordine del giorno, a prima firma dell’On. Ignazio Messina, relativo alla situazione del comparto agricolo. <strong>L’on. Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in Commissione Agricoltura</strong> ci spiega che il provvedimento in titolo prevede, ai fini dell’imposizione IMU, l’incremento del 60 per cento della base imponibile sui fabbricati di cui alle categorie catastali A/6 e del 20 per cento, in aumento di un ulteriore 10% a decorrere dal 2013, sui fabbricati D/10, e l’incremento di circa il 73 per cento della base imponibile sui terreni agricoli, con una agevolazione per i terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, per i quali l’incremento sarà pari al 46 per cento; insomma una vera e propria batosta per il comparto agricolo. Per questo abbiamo impegnato il Governo: 1) a valutare l’opportunità di ridurre gli aggravi d’imposta sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, 2)a ridurre sensibilmente la vigente soglia massima per l’alienazione dei terreni agricoli tramite trattativa privata, 3) ad introdurre il divieto di modifica della destinazione d’uso dei terreni agricoli pubblici nel quinquennio successivo all’acquisto.</p>
<p>“Felici per l&#8217;approvazione dell&#8217;unico ordine del giorno presentato per il settore agricoltura nella manovra economica. Una piccola vittoria che, come Italia dei Valori, ci siamo guadagnati battendoci energicamente prima in commissione e poi in aula”. Lo afferma <strong>Ignazio Messina, deputato IdV in Commissione Finanze e Responsabile Nazionale Dipartimento IdV Agricoltura e Pesca</strong>. Il deputato dichiara: “Abbiamo dimostrato che  il conto che Monti vuol far ricadere sull’agricoltura con l’introduzione dell’IMU è troppo salato. Una proiezione degli effetti, calcolata da esperti del settore indica che un&#8217;impresa tipo, condotta da un agricoltore iscritto nelle liste dei coltivatori diretti, proprietario di un terreno di pianura coltivato a frutteto, nel 2012 subirà un aggravio del carico fiscale del 250 per cento rispetto all&#8217;anno in corso. Le aziende agricole italiane sono in forte crisi e non possono sostenere questo ulteriore salasso”.</p>
<p>Ma allora, cosa bisogna fare? Di certo la soluzione non è quella di scaricare sugli agricoltori e sulle loro famiglie più del 10 per cento del peso della manovra. Come pensano Governo e Parlamento che l’agricoltura, possa risollevarsi se lo si schiaccia con una pressione così forte? C’è bisogno, invece, di uno sgravio dei contributi previdenziali di almeno tre anni per dare ossigeno ad aziende che sono finanziariamente allo stremo. C’è bisogno di defiscalizzare i redditi fondiari di tutti i terreni delle aziende agricole iscritte alle camere di commercio per muovere il mercato degli affitti. Eliminare tutti i costi burocratici che ci sono sull’agricoltura. C’è bisogno sopratutto di regolamentare la fase di commercializzazione dei prodotti agricoli: promuovere la “filiera corta” e liberalizzare il mercato, oggi gestito da pochi “grossisti”. Infatti, per via di quest’oligopolio, il profitto per gli agricoltori resta invariato mentre il prezzo al consumo subisce un aumento esponenziale rispetto al costo di produzione. Il tutto va, dunque, ad esclusivo vantaggio di pochi intermediari che si spartiscono il mercato. Il settore agricolo ripone ora la speranza nella seconda fase della manovra – il decreto Cresci Italia &#8211;  in cui il Governo, che in un primo momento aveva respinto l’ordine del giorno presentato dall’IDV, ha dovuto tornare sui suoi passi dopo l’approvazione del Parlamento.</p>
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		<title>Benevento, con mister Imbriani la risalita continua</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 11:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entroterra Prima]]></category>

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		<description><![CDATA[  La zona play-off non è più un miraggio. E se non ci fossero quei sei punti di penalizzazione… Riscossa. E’ questo il termine che può sintetizzare l’esaltante momento che sta vivendo il ritrovato Benevento: archiviata la gestione Simonelli, esonerato dopo la quattordicesima giornata, in seguito all’inopinata sconfitta casalinga (0-1) patita per mano del forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong><em>La zona play-off non è più un miraggio. E se non ci fossero quei sei punti di penalizzazione…</em></strong></p>
<p>Riscossa. E’ questo il termine che può sintetizzare l’esaltante momento che sta vivendo il ritrovato Benevento: archiviata la gestione Simonelli, esonerato dopo la quattordicesima giornata, <span id="more-4557"></span>in seguito all’inopinata sconfitta casalinga (0-1) patita per mano del forte (ma non irresistibile) Carpi, i giallo-rossi hanno inanellato tre vittorie di fila, lanciandosi all’inseguimento della non più lontanissima zona play-off. Grande merito ai ragazzi, ma anche al nuovo tecnico, ossia alla vecchia “bandiera” Carmelo Imbriani, sannita purosangue e capitano di quel Benevento che, nella stagione 2008-’09, arrivò ad un passo dalla Serie B, perdendo di misura la finale di ritorno dei play-off per mano del Crotone (0-1 in casa dopo l’1-1 dell’andata in Calabria). Coadiuvato dall’allenatore in seconda Jorge Martinez, Imbriani sta dimostrando la sua bravura (peraltro già rivelatasi nelle giovanili del club giallo-rosso, per le quali fino alla chiamata in prima squadra ha allenato la formazione Berretti): tre gare di campionato e tre vittorie, con solo una piccola pecca, ossia l’eliminazione dalla Coppa Italia di Lega Pro. Ma andiamo con ordine. L’esordio di “Game Boy” (così era chiamato Imbriani ai tempi in cui giocava nel Napoli) sulla panchina beneventana ha luogo in quel di Ferrara, avversaria la scorbutica SPAL: finisce 2-0, con una doppietta di Altinier, siglata tra la fine del primo tempo (45’) e l’inizio della ripresa (54’). Il mercoledì successivo arriva il KO in Coppa Italia per mano del Foggia (0-1 in un “Pino Zaccheria” deserto), che, anziché deprimere l’ambiente, lo carica ancor di più, convincendo tutti a lottare per un traguardo (la qualificazione per i play-off) tutt’altro che irraggiungibile. La domenica successiva, fra le mura amiche del “Ciro Vigorito”, il Viareggio viene travolto dalla foga degli stregoni, che, dopo aver concluso il primo tempo sullo 0-0 ed essere passati in svantaggio ad inizio ripresa (48’) a causa di un rigore trasformato dal toscano Fiale, gonfiano per cinque volte la rete dello sventurato portiere ospite: finisce 5-1, con reti di Pintori (55’), Signorini (60’), Vacca (74’), Sy (83’) e Cia (90’). Un Benevento quadrato e voglioso di lottare anche nel turno successivo, giocatosi di venerdì: nell’ultima gara dell’anno solare 2011 (e del girone d’andata), i ragazzi di Imbriani espugnano il bellissimo “Brianteo” di Monza grazie ad un finale coraggioso (e, ammettiamolo, un po’ fortunato, ma era ora che la Dea bendata guardasse da questa parte). Sotto per una rete a zero ad inizio ripresa (52’, rete del brianzolo Valagussa), il Benevento ribalta la situazione con un rigore realizzato da Vacca (80’) e grazie ad una sfortuna autorete dello stesso Valagussa, protagonista nel bene e nel male. Delusione comprensibile per i “bagai della Brianza”, ma il Benevento ha dimostrato il proprio valore. La classifica, al termine del girone d’andata, vede i beneventani all’undicesimo posto, in virtù di 22 punti, frutto di 8 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte: risaliti dai bassifondi della graduatoria e lasciatisi alle spalle la zona play-out (ora distante 9 punti), possono ora con rinnovato ottimismo pensare alla zona play-off, che dista soltanto cinque punti (l’ultimo posto utile è al momento appannaggio del Lumezzane). Senza i 6 punti di penalizzazione, il Benevento avrebbe già completato la sua rimonta, e addirittura sarebbe anche in lizza per il terzo posto, dove ad oggi stazionano Carpi e Pro Vercelli (29 punti); ma, d’altronde, il passato non può essere modificato e, salvo improbabili colpi scena, quella penalizzazione resterà fino alla fine del campionato: sarà compito del mister e dei suoi ragazzi raggiungere i play-off nonostante quella pesante penalizzazione, rendendo l’impresa (che è più che possibile) ancor più degna di lode. Di certo bisognerà lottare su ogni pallone, dal primo all’ultimo minuto, ma il Benevento che si è visto in questi ultimi tempi può farcela. Di certo, Imbriani (che sta lavorando benissimo) starà già sperando di poter raggiungere nelle vesti d’allenatore quel traguardo che sfiorò da calciatore quel 21 giugno 2009. Il prossimo impegno del Benevento è datato 8 gennaio 2012, quando al “Ciro Vigorito” sarà di scena il Foggia, già battuto a domicilio all’andata, ma “giustiziere” dei giallo-rossi in Coppa Italia; gara difficile, ma da vincere, per dare un segnale a tutte le avversarie: gli “stregoni” sono tornati.</p>
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		<title>“Natale a’ la Terra” 28 e 29 Dicembre 2011 a San Giorgio La Molara</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orlandovella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[San Giorgio la Molara]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra vicoli sottani e cantine , si terrà il 28 e 29 dicembre la diciassettesima edizione dell’evento enogastronomico folk “Natale a’ la Terra”, organizzato dalla Pro Loco di San Giorgio La Molara. Una passeggiata a’ la terra, il centro storico del paese animato come da tradizione in occasione delle festività, gustando piatti tipici paesani, buon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2011/12/SNC005603.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4554" title="SNC00560" src="http://www.entroterra.org/wp-content/uploads/2011/12/SNC005603-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Tra vicoli sottani e cantine , si terrà il 28 e 29 dicembre la diciassettesima edizione dell’evento enogastronomico folk “Natale a’ la Terra”, organizzato dalla Pro Loco di San Giorgio La Molara. Una passeggiata a’ la terra, il centro storico del paese animato come da tradizione in occasione delle festività, gustando piatti tipici paesani, buon vino, riscoprendo usi, detti e abiti tradizionali, tra suoni e immagini antiche, alla luce di fiaccole, con musica dal vivo e gruppi di animazione itinerante, prodotti tipici del Fortore, videoproiezioni ed altro ancora.<span id="more-4542"></span></p>
<p>Gli odori e i sapori genuini, il chiacchiericcio allegro riscaldato dal fuoco dei bracieri, la musica popolare, quella che sentiamo “nostra”: i ragazzi a fine serata si ritrovano in cantina a cantare le canzoni dei loro nonni al suono dell’immancabile fisarmonica. Tutto questo crea un’atmosfera magica e suggestiva.</p>
<p>Tra le nuove proposte di questa edizione, il 28 dicembre alle ore 19.30 presso l’ex Convento dei Domenicani, la compagnia teatrale ASSUD presenterà Gli Imbianchini non hanno ricordi. Il 29 invece, stesso luogo stessa ora, la compagnia teatrale l&#8217;Istituto Comprensivo di San Giorgio la Molara aprirà la serata con una “commedia”…</p>
<p>Nei pressi del Monumento ai Caduti è allestita un’area Camper.</p>
<p>Info 338.7973727</p>
<p>0824.983276</p>
<p>Con il patrocinio di: Regione Campania, Provincia di Benevento, Comunità Montana del Fortore, Comune di San Giorgio la Molara, UNPLI Benevento, EPT Benevento. Con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo e del Forum Giovanile di San Giorgio la Molara.</p>
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